Il Territorio

By admin • • 16 lug 2012
………………..e là da Tagliacozzo,
dove sanz’arme vinse il vecchio Alardo… »
 Dante Alighieri, XXVIII canto del Inferno

((vv. 16-18) della Divina Commedia)

 

Tagliacozzo – Veduta

Tagliacozzo è un comune italiano di 7.036 abitanti della provincia dell’Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Marsica 1. È il terzo Comune della Marsica per estensione territoriale e per abitanti, capoluogo culturale del territorio. Fa parte del Club dei Borghi più belli d’Italia.

Coordinate 42°4′13″N 13°15′20″E / 42.07028°N 13.25556°E / 42.07028; 13.25556 (Tagliacozzo)Coordinate: 42°4′13″N 13°15′20″E / 42.07028°N 13.25556°E / 42.07028; 13.25556 (Tagliacozzo) (Mappa)
Altitudine 740 m s.l.m.
Superficie 89,40 km²
Abitanti 7 003

Clima

La temperatura media annua di Tagliacozzo relativamente al periodo 1951-2000 elaborato dall’ARSSA è di 10,8 °C. Il mese più freddo è gennaio con una media di 2,5 °C e il più caldo è agosto con 19,6°C. La temperatura più alta registrata a Tagliacozzo corrisponde a 40,0°C  mentre la temperatura minima assoluta più bassa è di -29°C.  (Febbraio 2012)  La piovosità storica è di circa 970 mm annui distribuiti in 102 giorni con precipitazioni. La stagione più piovosa è l’autunno, seguita dall’inverno e dalla primavera.

Tagliacozzo

Tra le principali attrazioni della città ci sono Piazza Obelisco, una delle più armoniche di tutto l’Abruzzo, cuore pulsante del borgo antico, contornata di eleganti palazzi recentemente ristrutturati e ornata con graziose bifore, un loggiato con archi a tutto sesto e finestre rinascimentali. In passato era contornata da portici, chiusi nel 1810 per ordine di Gioacchino Murat, re di Napoli. Al centro della Piazza c’era, al posto dell’attuale fontana dell’Obelisco inserita nel 1824, un pilozzo di pietra dove venivano fatti sedere i debitori insolventi esposti alla pubblica gogna.

Tra le altre attrazioni vi è il Teatro Talia, un ex convento benedettino adibito a luogo di spettacolo nel 1686. Ristrutturato nel 2002 ospita stagioni di prosa e musica in inverno e spettacoli del Festival internazionale di mezza estate nei mesi di luglio ed agosto.

La città di Tagliacozzo, considerata “città d’arte”, presenta inoltre una fontana risalente al 1200 che, a seguito di diverse ristrutturazioni, è divenuta monumento nazionale.

Cenni storici

Il territorio era stato abitato nell’antichità prima dagli Equi poi dai Marsi, fiero popolo mai domo e grande combattente. Esistono sicuri cenni storici di un abitato, nell’attuale località alta di Tagliacozzo, a partire dall’XI secolo. Prima di allora si sono ritrovati, in alcuni testi imperiali Carolingi del 964 e del 998, riferimenti al Monastero di S. Cosma, altrimenti detto “In Heloritu” (cioè in un bosco di alloro). Prima ancora sussistono tracce di insediamenti in grotte, alcuni addirittura in epoca Neolitica e nell’ Età del Bronzo. Il centro abitato di cui si è detto si sarebbe sviluppato attorno a tre Parrocchie – S. Nicola, S. Egidio e S. Pietro – e comunque nella parte alta dei monti Arunzo e Civita, che sovrastano l’attuale città. Nel corso dell’XI secolo il territorio fu inglobato nella Contea dei Marsi, enucleata dal Ducato Longobardo di Spoleto e attribuita, nel 926, a Berardo il Francigeno, capostipite del casato Berardi. Nel 1074 ci sarebbe stato, nel territorio in questione, un centro abitato che, avente base nel castello sul monte Civita, si estendeva verso il basso. Nel 1173 il feudo passò ai De Pontibus, antica famiglia della zona. Nel 1268, 23 agosto, il territorio e precisamente i Piani Palentini furono teatro della famosa Battaglia di Tagliacozzo, tra Corradino di Svevia e Carlo d’Angiò; essa segnò il destino d’Europa in favore degli Angioini sugli Svevi, favorendo ancora per secoli il potere temporale del Papa. Fu vinta con uno stratagemma ideato da Alardo di Valery che sgominò le truppe avversarie, ormai sicure della vittoria e senza più difese, giungendo alle loro spalle di nascosto. Dante ricorda tale battaglia nel XXVIII canto dell’Inferno. In tale occasione si consolidò il potere dei De Pontibus che appoggiarono Carlo D’Angiò. Questi, sotto la spinta Papale, che temeva la forza antagonista di un impero centrale voluto dagli Svevi, lottava per l’affermazione degli Stati Nazionali. Con il matrimonio di una dei De Pontibus con Napoleone Orsini, il possesso del feudo passò a quest’ultima famiglia, che lo mantenne fino alla metà del XV secolo. Si ricordano in particolare Rinaldo (per il grande sviluppo territoriale impresso alla Contea – divenuta tale nel 1250 circa) e Giacomo, Cardinale (che ne concretizzò lo sviluppo economico). Quest’ultimo fu peraltro uno dei protagonisti, dopo lo scisma d’occidente, nelle contese per la limitazione del potere temporale del Papa. Nel 1400 circa il Papa Alessandro V, quale premio per l’appoggio ottenuto in una contesa territoriale, staccò la Contea di Tagliacozzo dal Regno di Napoli e lo aggregò allo Stato Pontificio, confermandone la titolarità a Giacomo Orsini. Intorno al 1410 gli Orsini ottennero di aprire in Tagliacozzo una Zecca nella quale si batté il “Bolognino”. Sotto Don Ferrante, passato il feudo per pochi anni ai Colonna, nella zecca si batté il “Cavallo” col simbolo della colonna sino a poco tempo fa attribuito a Brindisi (si veda “I cavalli dei Colonna“). Agli Orsini di Roma – ramo che si estinse – subentrarono nel possesso della contea gli Orsini di Bracciano, che, in particolare con Roberto Orsini, determinarono il massimo splendore di Tagliacozzo favorendo la costruzione di palazzi nobiliari e la realizzazione di molte opere d’arte. La famiglia Orsini, proprietaria di altri feudi e con un potere che andava dal Tirreno all’Adriatico, nel 1497 fu privata dal Papa del feudo – divenuto Ducato – di Tagliacozzo, assegnato invece alla famiglia Colonna, che anche in questo caso batté un “Cavallo” col simbolo della colonna sino a poco tempo fa attribuito a Brindisi, tenendo poi il feudo fino al 1806, (Il primo duca fu Odoardo, famosi furono poi Prospero e soprattutto Marcantonio, coinvolti pienamente nelle contese dell’epoca). Con tale nuovo dominio il centro del Ducato si spostò gradualmente verso Avezzano, dove fu ampliato il castello costruito dagli Orsini. Iniziano per Tagliacozzo secoli oscuri, che resero la Città poco inserita nell’evoluzione maturata nei restanti territori e meno disponibile ai vari miglioramenti sociali. In questi periodi si ricordano solo tre personaggi di spicco: Giovanni Capoccio, uno dei 13 italiani vittoriosi nella famosa Disfida di Barletta (Novembre 1503); il matematico ed astronomo Andrea Argoli (1570 – 1649) e la poetessa Petronilla Paolini Massimi (1663 – 1729). È incerta invece l’origine Tagliacozzana di Gaspare Trigambi, il primo chirurgo estetico italiano, morto a Bologna nel 1599. Tuttavia ancora nel 1794 Tagliacozzo risultava il centro più popoloso della zona, con circa 12.000 persone. Dopo l’unità d’Italia, non pienamente condivisa nel territorio, Tagliacozzo fu toccata dal fenomeno del Brigantaggio, per il quale si ricorda in particolare l’attività del Brigante Boryes (invero generale borbonico) che godeva nella zona di varie protezioni. Egli però fu catturato e poi fucilato nelle vicinanze di Tagliacozzo l’8/12/1861. In quello stesso anno nella zona vi furono violenti moti contro il nuovo stato Piemontese, sedati con grande spargimento di sangue. Tagliacozzo diviene, con l’inizio del 1900, una importante sede di villeggiatura, specie per i romani facoltosi. Ciò si prolungò, dopo una stasi nel periodo dell’ultima guerra, fino agli anni ’70. Tuttora è meta turistica e di ferie, invernali ed estive, per la salubrità dell’aria, per la bellezza dei luoghi e per la bontà della sua cucina.

 Cucina

Gnocchetti con ceci, celebrati con una sagra ad inizio agosto; la polenta con salsicce e spuntature servita in piatti di legno (le scifellette), cui pure è dedicata una sagra ai primi di dicembre; infine, l’agnello a cacio e uova per la prelibatezza della carne.

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